C’è una sola cosa che si scrive solo per se stessi, ed è la lista della spesa. Serve a ricordarti che cosa devi comperare, e quando hai comperato puoi distruggerla perché non serve a nessun altro. Ogni altra cosa che scrivi, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno.

Umberto Eco

domenica 29 giugno 2008

Rivoglio le mie ali!

Volevo avere le ali...
Alle volte me lo ricordo proprio bene cosa vuol dire non esser reali.
Me lo sento nel sangue che scorre nelle vene, quest'assurda voglia di avere le ali.
E' più di una necessità, è un ricordo che sa di mancanza.
Come qualcosa che m'hanno reciso ingabbiandomi qui, in questo covo di umani.
Così alle volte mi sento leggera, mi sento me stessa...e poi piombo a terra, schiacciata da tutta questa pesantezza.
I miei occhi volano aggraziati sulla trasparenza e l'eleganza dell'ali dipinte ed è come ricordarsi.
Perchè ho rinunciato?!?
Forse c'era davvero qualcosa di bello o forse chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che perde e non sa quel che trova.
Curiosità, sicuramente la mia pecca in tutte le vite.
Spingersi fino a mangiare la mela, dispiacersi ma poi rifarlo e rifarlo ancora.
Non è un comune senso del proibito, quella voglia di trasgredire per sentirsi vivi, è un dimenticarsi d'esser grandi, una voglia d'avventura che sa di favola, un vedere il mondo con gli occhi pieni di luce, ammirandone i colori ma più che altro le ombre.
Manca però arrivare vicino alle cose che son così alte...per ammirarle!
La vita manca d'ali che non sono solo l'idea di libertà quanto di bellezza, l'idea che la gente ha di fascino.
Tolte le ali me ne sento priva, era in loro la mia forza e il mio orgoglio.
Ma un giorno me le riprenderò!

giovedì 5 giugno 2008

arriva l'estate... non mandate il cuore in vacanza!


Finiscono le scuole, iniziano i tre mesi di passione...
Il sole, il mare, i lunghi viaggi che portano in mete lontane dove magari s'incontra anche l'amore.
Una settimana struggente fra lacrime e promesse, cose tanto appese ad un filo eppure tanto reali.
S'iniziano a contare i chilometri di strada e quelli di mare che ci dividono da quest'amore...

Si cerca di ritrovare la strada di casa, perchè CASA è sempre CASA e non c'è niente di meglio che tornarci e rimanerci.
Si percorrono chilometri e chilometri senza neanche una domanda forse con una sola speranza che tutti stiano bene.

Ieri sono stata a trovare una gattina abbandonata trovata incinta in una colonia felina, è stata presa da una grande persona e protetta e rifocillata per tutto il tempo della maternità, fino allo svezzamento dei meravigliosi cucciolotti.
La gatta scontrosa e deliziosa appena mi ha vista ha iniziato a fare le fusa, ruotando dolcemente la testina per farla entrare tutta nel palmo della mia mano.
In bocca avevo solo le parole "mi dispiace!" e lei finalmente gioiva di chi sa quale gioia ritrovata e allora l'illuminazione...mi sa che somiglio a chi l'ha abbandonata!
Lascia i suoi cuccioli e si mette a girare nella stanzina irrequieta, sembra che dopo due mesi senta la necessità d'uscire, ma non ci fidiamo, potrebbe scappare.
Così la coccoliamo perchè sembra ne senta tanto la necessità e ci parla, ci racconta il suo mondo con quel miagolio arrabbiato e io mi dico "come vorrei poterti capire!"
Dopo un paio di ore ecco che ce ne dobbiamo andare mi avvicino alla porta e si siede aspettando, nel cuore poi giuro che proprio lo sento.
E' una vocina che dice:
Io ho fatto! Davvero andiamo a casa, non ce la faccio più, voglio tornare via con te...com'è che non ti ricordi?!? Sono la tua gattina.
Si è bloccato tutto mentre ci guardavamo così negli occhi e ho sentito la colpa di chi non ha pensato. Il peso degli umani che non hanno avuto niente di umano. Il peso della sua vita fra le mani e ha fatto tanto male. Ho pensato "non posso!" e tutto si è spento in questo dovere.

L'estate è alle porte, quanti altri cani e gatti mi scambieranno ancora per la padrona che li ha abbandonati sulle strade e subito mi perdoneranno implorandomi di tornare a casa?
Quanti cani e gatti moriranno consumando chilometri per tornare da chi non li ha voluti.
Il nostro egoismo c'impedisce di vedere, una vita è meravigliosa quando non hai rimorsi!
Se solo una creatura morirà per colpa nostra ancora amandoci qualcosa si romperà dentro di noi irrimediabilmente.

Forse quest'estate potreste fare qualcosa di diverso invece d'andare al mare...
La mamma di questo cagnolino è morta e lui e gli altri suoi 5 fratellini cercano una casa...
Si trovano a Pavia
per info: Mery Guarischi, Delegata OIPA Sezione Pavia, pavia@oipaitalia.com
Tanti altri cagnolini vi aspettano in tutt'Italia, guardateli nel sito www.theparadise-island.com

mercoledì 2 aprile 2008

Anoressia

Oggi sono indignata!
Triste,
arrabbiata!
L'anoressia
è una malattia!
Una malattia
mentale.
Dicono che è
una malattia...

La depressione è una malattia!
La depressione ti porta a voler morire, ti porta ad ignorare la tua vita e alle volte smetti di mangiare. Io lo capisco, si chiude lo stomaco e ogni oggetto a contatto con la tua pelle sembra che la ferisca in una maniera irreparabile. Il corpo diventa una cosa ingombrante perché intrappola un'anima troppo presente.
Sì è una malattia vedere tutto nero e comunque egoismo vedere solo se stessi così soffrenti e soli, non saprei, so che comunque alle volte ci si sente davvero soli ed inutili e forse qualcuno dovrebbe ricordarcelo che serviamo a qualcosa e che qualcosa possiamo cambiarla solo noi in questo mondo!

Poi sento delle cose, le leggo...
Leggo tante cose...
Canoni estetici di persone belle?!?
Dicono che la società le ha danneggiate, ha proposto ideali irraggiungibili, ha detto che se siete quasi morte assomigliate di più a quelle vive!
Non mi sembra una malattia questo scimmiottare una malattia!
Forse va di moda esser depressi, sembrare feriti in un'anima assente.
C'è chi muore d'amore e chi l'amore neanche sa cos'è e si emula l'assenza cercando di avere uno scopo...
perdere peso.
Tanta energia sprecata a Morire di se stessi!
Io non capisco...
Non è una malattia, è una scelta di qualcuno che non sa vedere oltre il suo naso!

Perché non si guarda dietro le sbarre reali di chi non ha fatto niente per meritare questa fine?
Perché tutti questi sforzi non li dedicate a chi non vuol star male e chiede solo che li guardiate e gli diate amore?
Perché essere così egoisti?

Sono tremendamente addolorata! Il mio cuore si sgretola difronte a così tanto...
PS: Lui si chiama Saad,si trova nel Lazio e cerca casa, con amore e pazienza potreste aiutarlo a riprendersi.
Per info: CRISTINA 339-1232073 CRISTIANA 339-6094625 MICAELA 340-6823363

lunedì 17 marzo 2008

La fatica di guardare

Caro mondo...
Mi sento una pazza!
E' come se corressi nuda in mezzo ad una folla, ma allo stesso tempo mi sento ignorata. La folla la sento tutta girata.
Ho pensato all'esilio...in un paese lontano, dove tutto è più facile.
Potrei avere una grande casa, potrei avere la pace.
Non serve scappare lontani, alle volte basta solo un bosco e un pezzo di terra. Passerei le mie ore ad ascoltare, terra, vento, cielo e mare.
In realtà non ce la potrei proprio fare. Cosa ci farei nuda in un bosco se nessuno mi stesse a guardare?
Quanto la felicità può riempire una vita?
Caro mondo io vorrei riempirti della mia felicità perchè la mia vita ne è satura e me ne sento in colpa. Mi sento troppo privilegiata per starmene rinchiusa.
Ti sento troppo per fare come la folla e starmene girata.
Mi sento troppo meno di tanti che purtroppo non forman la folla per non guardarli.
Sei così pieno di buono alle volte che quasi sembra una favola raccontata male.
Io vorrei far sapere, vorrei eternamente ringraziare, di casa in casa tutti coloro che hanno un così grande cuore.
Per loro vale la pena, per loro si deve proprio lottare...
Di loro si dovrebbe parlare, alla televisione, sui giornali e nelle chiese...
Non come se Gesù e tutti i suoi Santi, fossero gli unici che fanno certi gesti.
Se tu glielo raccontassi...se glielo dicessi che la cattiveria è tanto smorzata dagli altri, da coloro che arrivano quando sembra arrivata la fine e sono più lucenti degli angeli...
da coloro che arrivano all'inizio e per alcuni sembra che si siano caricati d'una croce ed invece loro ti guardano come se avessero visto il paradiso...
da coloro che arrivano quando proprio è tutto finito e non gli rimangono che le lacrime e alla fine riempiono d'amore l'aria che non l'ha mai conosciuto.
Caro mondo tu lo sai come sei eppure quasi t'ignorano in tutta questa bellezza. La mia vittoria sarà il non fuggirti ma il rincorrerti.
Un giorno farò girare la folla!

giovedì 14 febbraio 2008

Amore


Oggi è San Valentino e su un forum delle ragazzine chiedevano cos'è l'amore.
Ho iniziato più volte a scrivere che cos'era per me ma non ci sono riuscita.
Ho paura dell'amore, non so se è quel sentimento che credo di vivere io.
Amare è una cosa grande che coinvolge più persone come a raccoglierle in un abbraccio di coccole e lana. Ci sono le amiche di cui non puoi fare a meno e quando ci pensi bene diresti proprio che le ami. C'è la famiglia che nel bene e nel male sono coloro che ti hanno dato quanto hanno potuto affinchè tu fossi la persona migliore del mondo e a modo loro ti hanno sicuramente amato come nessuno ti amerà mai e anche solo per riflesso sai d'amarli. Poi ci sono quelle creature strane e piene di peli che ti amano con gli occhi, una cosa tutta particolare e loro che noi umani non potremo mai capire, un amore quasi tangibile e ineguagliabile e si sa quando alle volte ci rivolgiamo a loro chiamandoli "amore".
Infine c'è quella persona che ti sta a fianco, che hai trovato fra milioni, quella che doveva esser per forza lui e nessun'altro. La persona che completa il tuo mondo dandoti la gioia del futuro, la voglia d'andare avanti e migliorare questo mondo. Quella persona per la quale cambi il tuo modo di vedere e alla quale vuoi donare qualcosa che gli somigli perchè continui a migliorare le vite di tutti quando noi non ci saremo più. Prorio a questo punto io mi chiedo se questo sia l'amore vero... quando ti chiedi di come farai a ritrovarlo dopo che queste vite terrene saranno finite, se il legame sarà tanto stretto da non spaccarsi proprio mai e se per l'eternità potrete rimanere così perfetti assieme.
Sinceramente alle volte spero che quando saremo sotto un portico soleggiato d'una casa in campagna stanchi e canuti guardandolo possa dire d'essermi annoiata a stare sempre con lui, ma purtroppo già mi vedo piangere consapevole che stiamo arrivando al tragurardo tanto temuto.

giovedì 7 febbraio 2008

cene e gatto-il falso confilitto-


Ritrovo la sua pelle calda sotto le mie dita gelide.
Un brivido di stupore così piacevole per entrambi...i nostri corpi che diventano quasi umani nel tepore!
I suoi occhi vivi e dolci e i suoi capelli sempre disordinati, come se fosse uscito da un gioco svoltosi all'ombra di una foresta così lontano dai miei occhi e dai miei capelli.
Lo accolgo fredda e composta fra le braccia, quasi come se l'avessi sempre aspettato e quasi come non volerlo ammettere. La superiorità della donna che non riconosce l'evidente per non sembrare debole, cercare di sembrare che do amore solo quando lo voglio dare.
Al contrario di quella creatura che mi s'accascia contenta in grembo, con un sorriso pacifico di chi s'è goduto il vento quando il sole fa brillare l'ultima pioggia.
Sempre amore, sempre grande, sempre e comunque senza condizionamenti!
Visti come si vedono due vite lontane, in un contrasto armonioso che sa d'antico, come due bestie nemiche che nella tregua si ritrovano amiche.
Mi chiedo se la gente capirebbe...
Mi si spegne la sete di sangue quando lui mi mostra la sua tolleranza, s'acquietano i suoi tormenti d'ingiustizia quando sente che vivo solo per lui in una maniera quasi disperata!
Se non c'avessero inventati secoli fa magri adesso ignoreremo anche ciò che siamo e quanto sia innaturale amarsi...così come vampiri e licantropi!

mercoledì 30 gennaio 2008

Heathcliff Andrew Ledger

Perth, 4 aprile 1979 - New York, 22 gennaio 2008


Il necessario in sè per sè

Quel primo dicembre è esploso come una bomba cambiando la mia vita come può farlo ogni evento importante.
Di cose di cui avrei voluto scrivere ne son passate tante ma le parole son rimase intrappolate fra 1.000 altri pensieri e 100.000 azioni.
Treni presi all'improvviso, macchine azzurro-puffo che sfrecciavano in ogni dove. Ero sempre pronta a fuggire verso qualsiasi richiesta d'aiuto.
Io come al solito ne ho ricavato amore, quella linfa essenziale di cui mi nutro per vivere.
Questo è stato il dilemma principale di questi giorni.
Come vive la gente?!? Cosa gli serve per andare avanti?!?
Alle volte credo che tutto sia totalmente collassato su sè stesso in un gioco macabro di bisogni.
Per quanto mi riguarda sembra che ciò che serve a me per sopravvivere è "fare del bene" , che in realtà è "fare del bene a me", uno strano egoismo insegnatomi presumibilmente dalla Chiesa Cattolica. Se io faccio star bene qualcuno vivo della sua gioia riflessa. Eppure non sono assolutamente buona, se chi mi conosce bene provasse a descrivermi direbbe che sono superficialmente caramellata ma interiormente ripiena di fiele.
Eppure mi muovo in questa giungla con l'unico scopo di accumulare amore, lo prendo dagli uomini e dagli animali, dalle piante e dagli oggetti creati con cura.
Altri invece non hanno questa necessità, hanno bisogno di riempirsi d'altro: d'orgoglio, di stima o semplicemente di soldi. Sinceramente...rimango attonita e perplessa!
Probabilmente è per il fatto che io non mi amo abbastanza, se fossi nata senza una lira (perchè a quel tempo c'erano le lire) darei un valore diverso a tutto ciò che è materiale, ma non posso fare a meno di temere questa gente.
Giorni fa una discussione mi ha riportato alla mente come odiassi essere toccata, semplicemente sfiorata, sentivo come se in me entrasse dentro tutta la disperazione dell'altra persona, altre volte invece credevo di sentire quanto fosse viscido il mio interlocutore. Ciò mi portava a disprezzare veramente il genere umano, ero una creatura debole e priva di compassione. La mia paura era che gli altri volessero prendere da me qualcosa che mi era di fondamentale importanza.
Ora tutto è cambiato, penso che le persone abbiano bisogno di essere toccate, rassicurate e amate ma nonostante tutto rimane il timore verso coloro che non hanno i sentimenti come prioprità per sopravvivere.

sabato 1 dicembre 2007

Tatuato nel cuore

Il suo nome era Tiger, Virgola, Gnu Gnu, ma per me era semplicemente Amore.
Quel vezzeggiativo che ti apre il cuore, perché da lì viene e ribolle nel sangue, dolce e caldo come solo l'Amore sa fare.
Tutto in casa parla di lui, dalla finestra aperta, al lavandino con i piatti sporchi.
E' un po' ovunque, nelle sue cose accatastate in un angolo del garage e nel filo tirato della poltrona che mamma aveva fatto rivestire prima del suo avvento.
Certe volte sono proprio felice, quando me lo sento addosso come una malattia che m'ha contagiato nel sorriso e nell'anima aprendomela così tanto a questa vita.
Altre mi chiedo perché questo dolore così forte proprio a me che veramente gli davo così tanto...
Sembra ingiusto ma c'è un perché, perché deve esserci!
Mi tengo sulla pelle quello che mi resta di lui e ne vado orgogliosa come una sposa della sua fede.

lunedì 19 novembre 2007

L'odore del "se..."

Ieri, 18 novembre 2007, è nato un piccolo folletto.
Parcheggiato sul comodino aspettava l’avvio per una strana esistenza. La vita d’una creatura immobile e finta, dall’aria saccente e simpatica.
Aspettavamo la luna piena per dargli un nome, si doveva battezzare con tre gocce del proprio profumo, in pratica come con tutte le fate…

Poi un grido e pelo caldo fra le dita.
Non ci credi che ha smesso di respirare.
Non sai perché non l’hanno visto, eppure è più bianco che nero.
Cerchi il cuore oppure non lo cerchi più tanto sai già che non può più miagolare.

Pensi…il primo giorno che l’hai visto…piccolo batuffolo dispettoso, solo lui poteva buttarsi in piscina, ti chiedi se infondo sia mai stato un gatto!
Un bambino che usava le zampe come le mani, per spostare le cose e per mangiare.
Un po’ dittatore, nel volere e nel prendere anche l’affetto, troppo dolce per non essere umano.

Così esorcizzo il dolore.
Scrivo di qualcosa scomparso fra il grigio dell’asfalto e il freddo verde dell’erba.
Pomeriggio di un altro assurdo autunno che ti porta via un pezzetto di cuore.

…Tre gocce di lacrime e il suo nome è Golia!

Credo che si muoia davvero qualora la nostra storia non abbia più niente da insegnare e così si cade nell’oblio più totale.

Ho imparato che un attimo è veramente cosa breve, non avrei mai immaginato lo fosse così tanto.
Ho capito che la vita non è giusta con nessuno e che è una grande cosa l’amore.
Ho sentito che le lacrime sono calde e infinite quando si saluta anche un amico peloso benché con questo non si abbia condiviso gran parte della vita.
Ho scoperto che amo il viso del mio topo quando piange e ti saluta e mi guarda con quell’aria assurda d’un bambino ferito.

So con certezza che non ti dimenticheremo mai piccolo essere dispettoso!
Un estate di gioia e di carezze, fra la paura di perderti e la gioia di ritrovarti.
Spero che tu senta quanto sei stato amato, anche se in pratica ne ho la certezza.
Un qualcosa che sento così tanto da non dover neanche cercare la forza per sperare di crederci.
Lo so con la stessa sicurezza del respiro che m’accompagna.

Salutami la Viky e la Micia se le vedi.
Alla Micia non toccare la coda perché non è come Virgola, lei è veramente dispettosa.
La Viky mi sa che l’hai vista accanto a me…m’ha amato come pochi e me la sento ancora intorno. A lei puoi fare ciò che vuoi, è così buona che non ha eguali!