C’è una sola cosa che si scrive solo per se stessi, ed è la lista della spesa. Serve a ricordarti che cosa devi comperare, e quando hai comperato puoi distruggerla perché non serve a nessun altro. Ogni altra cosa che scrivi, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno.

Umberto Eco

martedì 4 novembre 2008

La mia alba interrotta

Oggi mi sono messa comoda...
Fuori pioveva e così non ho avuto bisogno d'aprire le persiane. Si respira odore d'inverno oggi e ho pensato che la cosa migliore da fare era rinfilarsi sotto le coperte e regalarmi un momento. Ho sistemato tutto come una sacerdotessa sistema gli oggetti per il suo rituale. Ogni mio gatto aveva la sua copertina su cui riposare, il più grande sulla poltrona e la più piccola ai miei piedi sul piumone. L'unica luce soffusa era data dalla bajour accanto alla quale era appoggiato un fazzoletto nel caso qualche lacrima fosse scesa...
Dopo qualche minuto di lotta fra il bene e il male, le acque si sono calmate fra profonde fusa, io avevo fatto tutto ciò che dovevo fare per non dovermi più alzare finchè non avessi terminato quelle ultimissime 200 pagine.
E' la prima volta che scrivo per la fine di un libro, o di una saga. E' uno strano dolore e una strana perdita quando si arriva alla parola FINE in un libro.
Sai che il momento si avvicina perchè senti più volume nella mano sinista e una parte di te non vuole capacitarsene. Alle volte ho prorogato torturandomi fra il desiderio e il dispiacere. Potrei rileggere sì, ma so cosa aspettarmi e quei personaggi non saranno mai più altrettanto vibranti e vivi nella mia mente.
Alcuni libri un giorno forse potrò prenderli da capo e rileggerli ad orecchie nuove, rivivendoli per riflesso come se fosse la prima volta.
Con questi libri però non potrò farlo. Non posso perchè dev'essere un'esperienza intima nelle palpitazioni del cuore e nelle lacrime, quindi meritava che la parola FINE fosse letta con una certa venerazione.
Il tempo si è fermato o è accellerato, collassato su se stesso, come se i due antipodi si fossero ricongiunti senza più alcuna distinzione e importanza, non m'importava che avessi perso o guadagnato.
Ero lì dentro, spettatrice e personaggio, l'ultimo della fila, quello di cui non ci si ricorda il nome, eppure ero lì con loro a dare il mio appoggio. Vedevo tutto e al contempo sentivo i loro odori, foglie e miele...ed ecco che un po' di me vi è rimasta intrappolata, per sempre, fra quelle pagine a vagare e rivivere, fra carta e mente, mentre la luce di plastica mi indicava che questo giorno di piogga doveva ricominciare a scorrere nella mia vita da comune mortale, il sole è sorto da un pezzo anche se oggi non l'ho visto!
GRAZIE

mercoledì 22 ottobre 2008

Jolly

Io non posso pensare così. Se lo facessi mi lascerei morire e l'ultima cosa che voglio è passare una vita morendo o aspettando la morte.
Accetto il fatto d'essere un risultato di vari numeri od operazioni ma voglio credere che quando ho diviso avrei potuto anche moltiplicare altrimenti è stato tutto inutile. E' stato inutile soffrire così tanto e rimanere sospesi a quella roccia che mi salvava dal precipizio...potevo staccare prima la presa tanto qualcuno mi avrebbe presa per mano per non farmi cadere.
Io non voglio vivere così!
Non voglio che le persone che amo vivano così. Non voglio che non sentano mai quel brivido dietro la schiena, io non ce la faccio a pensare che "posso" e gioire di questo mentre lascio il mondo così com'è.
Io ho passato la vita a cercare qualcuno che fosse come me e spesso ho cercato di far diventare simili a me persone che volevano solo i loro schemi, ho sbagliato!
Sbaglio sempre quando parlo è per questo che ciò che scrivo non va letto perchè tante volte sono stata mandata via dopo aver sconvolto gli animi di chi mi circondava e non è una bella sensazione.
E non è una consolazione sapere che non sono la prima ad essere così e non sarò l'ultima è una consolazione essere ora persone simili insieme.
Caspita, anche in un mazzo di carte i Jolly sono sempre due!
Già...la storia del Jolly...
Alle volte ci sono libri e scrittori che ti segnano profondamente, è come se avessero scritto con un ago ogni parola sulla tua pelle fino a lasciare solo cicatrici:"Il Jolly si aggira senza pace fra gli elfi, come una spia nella fiaba. Arriva a certe conclusioni, ma non ha nessuno a cui riferirle. Soltanto il Jolly è ciò che vede. Soltanto il Jolly vede ciò che è".
Si potrebbe pensare che sia bellissima una cosa del genere...Guarda quale meraviglia è stata creata solo per pochi Jolly, ma poi pensa...in quanti giochi è incluso il Jolly?
Pochi, forse i più interessanti è vero. Però rimane il fatto che per la maggior parte del tempo si sta da una parte a guardare perchè proprio non siamo inclusi e lo senti che non è un gioco per te non puoi forzare quelle regole senza distruggere o scombinare ciò che a loro piace tanto.
Poi si pensa ad un'altra frase dello stesso scrittore che dice:"Il semplice fatto che il mondo esiste significa che i confini dell'inverosimile sono già stati oltrepassati"e allora non si può far altro che sorridere e pensare "al diavolo chi non vuol vedere!"

martedì 21 ottobre 2008

Dualismo

Hai mai notato come in una persona crescano contemporaneamente l'attitudine al bene e al male?! Se così non fosse si creerebbe un disequilibrio e forse ciò porterebbe alla pazzia. Strano come la volontà di diventare un angelo porti ad un odio così profondo verso ciò a cui tendiamo con tanta speme e ci tramuta nel demone più vicino a colui che è caduto. Più fai del bene più sai fare del male. Più conosci l'animo umano più potresti manipolarlo a tuo piacimento, cos'è che spinge a non farlo?! Sinceramente non il mio karma, dato che non m'interessa minimamente. Strano sentir combattere due titani questa infinita lotta dentro di me, sono così opposti, il bene estremo ed il male estremo e si combattono amandosi e con la consapevolezza che la vita senza l'altro sarebbe vissuta a metà. Non sono il diavoletto e l'angiolino dei cartoni animati, sono qualcosa di gigante e si muovono pesanti e antichi di milioni e milioni d'anni. Si può non essere onorati di essere il loro campo di battaglia?!? Tutto questo in me e per me, stupenda ogni ferita, stupendo ogni volta che qualcuno cade, stupendo come si aiutano l'un l'altro ad alzarsi confondendo a volte i loro ruoli e come subito ricomincino a lottare con tanta violenza però non c'è mai pace...non c'è proprio mai e io mi chiedo chi siamo noi per volere la pace mondiale se non sappiamo portarla in noi stessi? Non si è capito nulla di ciò che siamo, ci crediamo creature divine là dove non lo siamo e ci sentiamo le più infime creature là dove siamo dio.
Come pensare di fermare guerre e odio, di esplorare galassie e portare da noi cose che per natura non ci appartengono, quanto saranno inutili le sonde spaziali che inquinano le nostre stelle di pezzi d'uomo quando ancora non sappiamo chi siamo?!?
Mi chiedo quanto sia stato deriso e frainteso il grande jolly d'Atene quando diceva "conosci te stesso", immagino già le risposte dette con un tono quasi di derisione "caro Socrate, io so chi sono, sono Nicoletta, abito a Firenze e studio per diventare architetto". Che nausee deve aver avuto tutte le volte il povero Socrate chi sa quanto ha compatito colui che s'identificava nel proprio nome. Pensaci l'uomo ogni volta che trova qualcosa di sconosciuto gli da un nome, come se così fosse tutto più chiaro, quell'erbaccia con protuberanze spugnose non è un qualcosa di schifoso ma affascinante è un qualcosa che molto probabilmente ha un nome in latino, se chi l'ha "trovata" è stato tanto magnanimo da non metterle il suo nome. Quindi va tutto bene...io sono Nicoletta, tu sei Sempronio e tutti gli altri hanno un altro suono che emesso li costringe a voltarsi e a salutarci, ma con che coraggio rispondiamo alla domanda "chi sei?" dicendo "sono Nicoletta"?! Non ho la più pallida idea di cosa sono veramente, sicuramente qualcosa che c'incastra poco con "Nicoletta" e un po' di più con "Nico". Perfetto, oggi mi sono sdata scrivendo così tante volte il mio nome, ho un ego soddisfatto come non l'avevo mai avuto.

venerdì 17 ottobre 2008

Pietra...miracolo di vita!

Credo che il concetto d'architettura sia stato distorto col tempo perdendo così il concetto di natura ad essa legato. Così l'uomo si lega al plexiglas dimenticandosi la pietra. Copre il cielo con enormi tensostrutture dimenticandosi le stelle. Rincorriamo un progresso fatto di tacchi a spillo credendo che un nudo sia blasfemo.
La bellezza è corrotta dall'accessorio e persa in mille particolari che però non hanno quasi niente di veramente eccezionale. Purtroppo non riusciamo più ad interessarci di cose lontane, nel tempo e nello spazio, dalla nostra persona. L'auto che tutto avvicina e tutto distrugge altro non è che un mezzo per portarci fra altre persone in luoghi affollati. Architettura architettura in che mani sei finita?!?
Nessuno ha più tempo d'innamorarsi di te dal principio e aspetta di vederti morire per intrappolarti in teche di vetro, attorno a loro chi sa però che cosa sorgerà?!?
Nuovi templi che a loro volta saranno lasciati cadere...
Siamo vecchi ma non così tanto da sentirci ancorati ai nostri luoghi, da sentirci in dovere verso la nostra terra. Mi sento qualcosa di stranamente distante da questa nostra società...fortuna che magari ci sono io che conserverò per la prossima me queste pietre che tanto bene s'intonano ad un cielo in burrasca!

mercoledì 24 settembre 2008

Anche il razzismo vuole la sua parte!

Non è una novità il fatto che io mi scopra razzista.
Oramai da anni mi sono rassegnata al fatto d'esserlo.
Da adolescente volevo essere perfetta, avere un animo nobile e idealista che mi portasse a difendere i deboli dai prepotenti. Vedevo la globalizzazione delle culture come un bene a cui non si poteva rinunciare, migliaia di chiese e di templi, le nostre fedi unite alle nostre usanze. Festeggiare qualsiasi evento che per un popolo fosse stato importante, gioire delle loro vittorie e piangere qualsiasi sconfitta.
Poi sono cresciuta e ho visto come gl'ideali spesso portassero solo morte e distruzione. Chi più ha fede più combatte, chi più ha fede meno è disposto ad accettare il prossimo con una fede diversa.
Sono rimasta terrorizzata, da questa forza che accompagna certi paesi verso il declino morale più totale. Per una volta possiamo anche lasciar perdere gli animali, anche se la grandezza di un popolo si nota vedendo come tratta la più indifesa delle sue creature. Per una volta ci possiamo concentrare sul rispetto per l'altro.
Noi in Italia non siamo perfetti però siamo meno imperfetti di tanti altri.
Però come italiana io non mi sento più la voglia di dividere la mia tolleranza in parti uguali.
Non è il colore della pelle che mi spaventa, anzi dirò, più è nera e più mi fido. Strano come le nostre culture di sole s'abbraccino... probabilmente era per quello che mi auspicavo un futuro di fratellanza. Probabilmente gli africani hanno anche un cuore più grande del nostro e spesso c'insegnano veramente l'altruismo. Gli episodi a dimostrarlo sono tanti e se ci pensiamo bene forse è anche questa loro bontà che li ha portati ad essere tanto sfruttati. Dal canto mio poi trovo che siano una razza meravigliosa...
Poi, si può volgere uno sguardo in altri paesi, chiusi e bigotti, stranamente vicini... possiamo anche solo guardare un po' più in basso, proprio in casa nostra.
Come l'Italia si divida in buoni e cattivi.
Ma la mia intolleranza più profonda arriva quando un popolo odora d'automa. Non riesco a sopportare l'idea della freddezza, del raggiungere uno scopo con tutti i mezzi, dell'idea che non ci siano più idee, ma che una sola debba bastare fino ad essere imposta. Non sopporto più che la gente debba morire per cambiare le cose e che un sacrificio non sia abbastanza, che per muoversi si debba aspettare l'ecatombe.
Un tempo avrei dato la mia vita per difendere anche un solo ideale. Meglio morire senza essere ricordati, ma aver fatto un passo in avanti per migliorare il mondo, che essere stati fermi e rimanere un nome fra altri miliardi di nomi.
Penso di essere una delle poche creature che non vuole che ci si ricordi di lei su questo pianeta e spesso la cosa non viene capita.
Prima avrei dato la vita per difendere anche un solo ideale ora sinceramente la mia vita me la voglio tenere ben stretta, ma troverò un altro modo per difendere un ideale!

lunedì 22 settembre 2008

Ogni gatto nero che si ripsetti possiede una strega!

Come già accennato in questa casa è arrivata una schizzetta strana fra il nero e marrone di un manto sconosciuto.
Era da secoli che volevo un gatto nero. A suo tempo avevo pensato alla mia vita da strega, che si concludeva in una casa nel bosco. Un piccolo gioiello di pietra che profumava d'erbe aromatiche lasciate appese a seccare alle travi di legno della copertura. Mi vedevo sola, con dei capelli bianchi, lunghi e spettinati e gonne ampie che arrivavano fino ai piedi. L'unica compagnia che immaginavo erano due gatti, una femmina nera di nome Ombra e un gatto rosso di nome Zenzero. Poi alle volte in quei pensieri arrivava anche un lupo, la mia passione per il cane lupo cecoslovacco...
Bè adesso ho i capelli lunghi, un gatto di nome Ombra e porto gonne sotto il ginocchio.
Si può dire che tutto sommato sono sulla buona strada!

lunedì 15 settembre 2008

Finisce una strana estate...ritorno alla vita!

Eccomi qui più incasinata che mai.
Fino a qualche settimana fa ero moderatrice di un forum che si occupava delle adozioni di pelosi e andavo due volte a settimana a nutrire un branco di famelici gatti di una colonia felina. Poi tutto d'un tratto le cose si stravolgono, io non chiedo nulla benché fosse un mio desiderio interrompere tutte queste attività che mi sembravano a tratti inutili. Il forum pur essendo frequentato non aiutava granché gli animali, ho scoperto che l'unica cosa necessaria è conoscere personalmente altri attivisti e chiedergli favori "personali", la colonia invece era fuori portata per me e ci mettevo un sacco di tempo ad arrivare là, quando invece altri volontari ci potevano arrivare da casa a piedi in 5 minuti. Così tutto è stato razionalizzato dal fato per permetterci di aprire una sezione della L.I.D.A. in Toscana.
Siamo in diversi, motivati e giovani, abbiamo un buon rappresentante di sezione e ci mancherebbe un vice, carica che mi era stata proposta ma che non mi son sentita di ricoprire perché ho visto che per certe cose ci vogliono i contro-attributi che non ho. Siamo forse una delle prime associazioni ad essere affiliate ad altre, sul territorio toscano almeno, visto che abbiamo amici nell'OIPA che includiamo nei nostri progetti e ci aiutiamo vicendevolmente perchè comunque i volontari mancano.
Che dire, sono felice...siamo veramente un bel gruppo e speriamo che la cosa prosegua per il verso giusto.
Un po' ho timore che da un momento all'altro la mia vita cambi direzione, come è già successo tante volte e tutte le volte volente o nolente ho perso persone a me care, ma solo perchè le strade prendevano direzioni totalmente diverse. Così mi ritornano in mente le parole della mia insegnante di meditazione (chi sa dove sarà ora?!?) che diceva che darsi alla politica risucchia energie e non agevola certo una crescita spirituale. Un po' me ne accorgo, tanti problemi, svuotare la mente per una semplice meditazione diventa più complesso, ogni vuoto viene riempito eppure ho quella sensazione, tutta mia, che la strada che sto percorrendo sia quella giusta. A mostrarmelo è stato un piccolo miracolo di fine agosto che ha portato nella nostra casa e nella nostra vita un piccolo scricciolo peloso.
Facendo una capatina al gattile di Livorno in cui avevo recuperato il piccolo Tigro mi viene messa fra le braccia una gattina speciale. Nera tigrata di marrone scuro, sembrava nera ma in realtà non lo era.
Trovata abbandonata con le sorelle dopo 3 giorni di gattile mi si era abbandonata fra le braccia. Le due sorelle erano già state adottate, ovviamente perchè più belle e io ho deciso di portarla a casa, magari se la cosa non avesse funzionato avremmo cercato per lei una buona adozione e intanto l'avrei spulciata, sverminata e gli avrei fatto assaporare un po' d'amore. Dopo pochi giorni le cose sono precipitate!
Ha iniziato a vomitare, a non mangiare e a fare diarrea. Non vi dico i pianti, quasi non sapevo se portarla dalle veterinarie perché avevo il brutto presentimento di una gastroenterite, sapevo che appena l'avrei portata l'avrei dovuta salutare per sempre. Preso quel corpicino ho pensato a chi portarla perchè non avere un veterinario di fiducia non è bello...così l'ho portata da delle ragazze che aiuto ogni tanto perchè prendono in stallo gattini. Ho pensato che magari loro avrebbero avuto la delicatezza e l'amore necessario per far passare questa piccola creatura sul ponte. Effettivamente dopo la visita non mi avevano dato neanche una speranza che si potesse salvare. Gastro non era, leucemia fulminante neanche...ma era totalmente anemica e sottopeso,a tre mesi pesava solo 900g.
Sverminata due volte anche con le feci negative eppure qualcosa doveva esserci... Dopo 6 giorni di ricovero e totale dedizione di queste veterinarie ho recuperato da quello studio una gattina tutta nuova.
Quando le ho ringraziate per avermela restituita viva loro si sono scusate per non avermi saputo dire cosa aveva avuto.
Fatto sta che dopo pochi giorni mi giunge la notizia che una delle sorelline era morta e l'altra in fin di vita. La prima aveva vomitato un verme e dopo poche ore era morta, mentre per l'altra ho spedito la terapia che era stata fatta alla mia, ma ancora non ho ricevuto notizie. Comunque pare sia qualcosa di strano che gira nella colonia da cui erano state recuperate, visto che ne è morta un'altra e anche stavolta non si è capito il perchè, vomito, diarrea e ha smesso di mangiare, stavolta la veterinaria di Livorno ha detto che è stata un'intossicazione alimentare.
Dopo aver passato tutto questo nessuno ha più pensato di darla via, è una gioia per gli occhi vederla correre per casa e vedere come gioca con Tigro. All'inizio non sembravano piacersi ma tornata dal suo ricovero Tigro sembrava al settimo cielo. Probabilmente prima aveva capito che qualcosa non andava...come al solito molto prima di noi esseri umani!
La piccola dopo essere stata chiamata spiritosamente Mortisa per il suo primo periodo di vita ora è diventata Ombra proprio per la sua predisposizione a confondersi con le ombre.

martedì 12 agosto 2008

La gioia tutta femminile di possedere le tette

Finalmente scrivo un post stupido, è che sono in vacanza, notevolmente più rilassata e con poca voglia di pensare a settembre, alle responsabilità e a tutto il resto.
Momento di vacanze, animali, alcool e cibo.
Una settimana di tutto relax, aperitivi a tutte le ore e un sacco di caramelline gommose...e alla fine...mi son spuntate le tette!
Incredibile!
Non mi ricordavo cosa volesse dire averle, se mai le avevo avute. Adesso riesco a riempire abbondantemente una prima. Quasi che pensavo di rivolgermi ad un chirurgo per ottenere tanta abbondanza!
E' vero sono ingrassata ma chi se ne frega, tanto da settembre ricomincia la depressione e il conseguente senso di nausea che mi fa dimagrire (fatte le analisi...hanno pura che sia celiaca). Adesso, oltre alla cellulite posso sfoggiare anche un seno e ho riprovato con enorme soddisfazione tutte le magliette più scollate che avevo. Visto che sono anche stranamente abbronzata sarei dovuta andare a mostrare tutto questo ben di dio al mondo e invece no sono in casa a "volontariare". Pure in vacanza mi tocca vedere se si può rimediare agli errori di qualche stronzo che non ha capito un cavolo di niente nella vita e abbandona i piccoli pelosi per la strada.
Che dire certe fortune capitano proprio nei momenti sbagliati.
Neanche una foto ad immortalare il momento...le uniche che mi ha scattato il mio ragazzo sono talmente stupide che rovinerebbero la mia reputazione di dark lady.
Comunque alle volte è proprio bello sentirsi un po' donna e meno elfo impazzito dannato a errar sul mondo!

mercoledì 16 luglio 2008

Dimmi...

Ogni volta che ascolto questa canzone verso una lacrima perchè la sento dentro la mia vita in ogni singola parola, perchè so cosa vuol dire il tempo che passa.

Dimmi, dimmi..
Cammini piano,
cammini come puoi... sulle domande
che ora ti fai
ed hai paura
che le risposte siano più vicine.
E tra le cose che non sai,
forse è la più grande che non mi dirai:
dove te ne andrai?
quando partirai?


Parlami del tempo che passa,
di quello che resta,
dei ricordi e della chiave nascosta... dei sogni... che hai
dimmi...
dimmi...

Cammini piano sopra le verità
che dici lento,
come chi sa
che non ha il tempo per dirle ancora un'ultima volta
ho visto le tue lacrime mentre ti gridavo voglio andarmene
e adesso che sei qui
e cerchi le mie mani...
Parlami del tempo che passa,
di quello che resta,
dei ricordi e della chiave nascosta,
dei sogni che hai
di quando c'era lei nei giorni tuoi,
ora che i giorni non passano mai,
e l'hai trovato poi il senso di questo vagare?
dimmi...
Dimmi, l'hai capito poi il senso di questo vagare, dimmi?
Dimmi...
Francesco Renga

martedì 15 luglio 2008

Alcatraz non è mai stata così grande!

Mi chiedo a cosa serva restare.
Ogni gesto è oggetto di egoismo e non vedo cosa mi lega ancora alle responsabilità se non la paura.
Però zaino in spalla e gatto al fianco...in marcia verso un lungo peregrinare.
Il mondo non m'appartiene.
Non questo fatto di metropoli e falsi miti, non questo racchiuso in una scatola di luci dall'architettura incerta...dicono moderna!
Vorrei riprendermi la natura e i colori deviando per boschi e giungendo al mare per cercare la tempesta!
Non è un cercarmi, non è una mancanza quella che devo colmare, è un semplice fuggire.
Non voglio fare come l'eremita che rinuncia a sè, voglio tenermi e vivermi in tutta me stessa non concedendomi agli altri.
Ai loro petulanti giudizi, ai loro sguardi di rassegnazione, invidia e rabbia.
Neanche mi rimane la voglia di una casa perchè adesso pare che non esista cosa che possa trattenermi. Niente giardini e grandi vetrate che immagazzinano ameni e statici paesaggi.
Nessuna voglia di vivere così come dobbiamo vivere...attaccati alla vita!
Così cerco di fare una lista di "perchè sì" non difficili da trovare, sempre gli stessi che mi tengono ancorata.
Perchè chi fugge è codardo e c'è qualcosa che non te lo perdona, che anche a mille miglia ritornerà l'insoddisfazione che non hai combattuto, ma semplicemente evitato.
Vedere un mondo lontano non m'insegnerà a vedere perchè è vicino che devo imparare a notare, riempirsi gli occhi di cose non m'insegnerà a cercare particolari.
Il mondo visto nell'insieme dev'essere spettacolare ma è nel dettaglio che diventa vero.
Se penso che ancora ho da imparare tutto questo prima di concedermi di "staccare" mi sento già vecchia e rassegnata.
Incatenata dalla responsabilità di dare e fare per ripagare qualcuno che neanche me lo ha chiesto.
Solo codarda.
Nessun vestito da sposa per attraversare l'inferno.
La fiducia è morta con la consapevolezza.
L'idea della libertà racchiusa in un carcere di massima sicurezza.