giovedì 3 novembre 2016
3 novembre 2014 alle ore 13:04 · Firenze ·
Tante cose che non capisco... non capisco come alcune persone riescano a dimenticare vecchi ed importanti legami per la gioia improvvisa che te ne da uno soltanto. Non capisco perchè le persone condividano banalità e non vogliano invece condividere il bello e il necessario. Non capisco perchè si debba aspettare un giorno specifico per essere felici, essere sè stessi e regalare il sorriso migliore. Non capisco perchè la gente non ti fermi sempre per parlare del mondo, di com'era e di dove sta andando. Non capisco perchè non ci ricordiamo quasi mai quant'è logico essere collegati, quanto la gentilezza e la cordialità richiedano poco sforzo ma facciano ottenere il massimo risultato.
mercoledì 26 ottobre 2016
martedì 25 ottobre 2016
Arriva sempre il momento in cui non esisti più
Non è il tuo addio che mi spaventa, è il mio. Il giorno in cui chiudo la porta nessuno riesce più ad aprirla.
Entra quando è aperta, prova a spingerla quando è socchiusa, ma non cercare le chiavi perchè non le tengo nascoste sotto lo stuoino, non cercare di forzarla perchè non ha più una serratura, non prenderla a spallate perchè è più spessa d'un muro.
Sono all'antica io. Sono una di quelle vecchie case nei paesi di campagna, quando non era forte il senso di proprietà. Quando il tuo si fondeva con il mio e non c'era bisogno di suonare un campanello per segnalare l'arrivo.
Vivo, per consapevole scelta, con le porte aperte. Un po' per gentile accoglienza, un po' perchè nella mia casa, come in un porto, più ci sono scambi e maggiore è la ricchezza.
Ma.
Ma se tornando troverai la tua porta chiusa, non preoccuparti a bussare.
Entra quando è aperta, prova a spingerla quando è socchiusa, ma non cercare le chiavi perchè non le tengo nascoste sotto lo stuoino, non cercare di forzarla perchè non ha più una serratura, non prenderla a spallate perchè è più spessa d'un muro.
Sono all'antica io. Sono una di quelle vecchie case nei paesi di campagna, quando non era forte il senso di proprietà. Quando il tuo si fondeva con il mio e non c'era bisogno di suonare un campanello per segnalare l'arrivo.
Vivo, per consapevole scelta, con le porte aperte. Un po' per gentile accoglienza, un po' perchè nella mia casa, come in un porto, più ci sono scambi e maggiore è la ricchezza.
Ma.
Ma se tornando troverai la tua porta chiusa, non preoccuparti a bussare.
lunedì 26 settembre 2016
Haruki Murakami, “Norwegian Wood”
«Forse noi due ci cercavamo molto più di quanto noi stessi
pensassimo. E così abbiamo finito per prendere la strada più lunga e più
contorta. Forse io non avrei dovuto
fare quello che ho fatto. Ma non ho potuto farne a meno. E volevo dirti
che la sensazione di intimità e tenerezza che ho provato per te, è stata
un’emozione che non avevo mai sentito prima nella mia vita».
martedì 20 settembre 2016
mercoledì 24 agosto 2016
Quella notte è il mio metadone
Tutte le volte sembra che LUI sia l'unico su questo pianeta che avrebbe potuto rendermi felice.
Non capisco come faccia, testarda, a pensarlo ancora e ancora, ogni volta, quasi di chiunque. Oramai dovrei aver imparato che son come le stagioni, le epoche, le ere. Si succedono l'un l'altro silenziosi, che io non li trattengo mai, neanche un po'. Taglio la corda ancor prima che diventi tesa, che neanche si accorgono che c'è stato un momento in cui siamo stati legati.
Mi sono accorta però che avrei dovuto imparare a gestire la tachicardia ed il sonno prepotente. I pensieri ricorrenti...
Così oggi sto ferma, in uno specifico attimo trascorso.
Immobile, in questo rifugio, morbido giaciglio nel passato in cui non abbiamo mai dormito assieme.
Sto ferma, finché tutto non sarà risolto, un passo dopo l'altro.
È semplice e mi viene da pensare che ogni drogato saprebbe come salvarsi se solo volesse provare ad avere controllo.
Mi libererò di Lui da oggi, anche di lui, che non è nessuno.
Non capisco come faccia, testarda, a pensarlo ancora e ancora, ogni volta, quasi di chiunque. Oramai dovrei aver imparato che son come le stagioni, le epoche, le ere. Si succedono l'un l'altro silenziosi, che io non li trattengo mai, neanche un po'. Taglio la corda ancor prima che diventi tesa, che neanche si accorgono che c'è stato un momento in cui siamo stati legati.
Mi sono accorta però che avrei dovuto imparare a gestire la tachicardia ed il sonno prepotente. I pensieri ricorrenti...
Così oggi sto ferma, in uno specifico attimo trascorso.
Immobile, in questo rifugio, morbido giaciglio nel passato in cui non abbiamo mai dormito assieme.
Sto ferma, finché tutto non sarà risolto, un passo dopo l'altro.
È semplice e mi viene da pensare che ogni drogato saprebbe come salvarsi se solo volesse provare ad avere controllo.
Mi libererò di Lui da oggi, anche di lui, che non è nessuno.
mercoledì 25 maggio 2016
Tu sei ciò che ami, non ciò che ama te... questo l'ho deciso molto tempo fa. (Il ladro di orchidee)
Nonna: "siete buffi voi giovani. Cosa vuol dire che ci vuole tempo? E quanto tempo pensi ci voglia per innamorarsi? L'amore è semplice, o c'è, o non c'è."
Un angolo di luce gli tagliava il viso illuminandolo con una figura geometrica che prendeva l'occhio destro e parte del naso. Vi era un contrasto netto fra la parte che rifletteva e la parte che sprofondava, una dava e l'altra prendeva.
Tre ore prima non lo avrei fissato così. Tre ore prima avevo un silenzio fastidioso, aria calda ed umida nei polmoni che faceva venir voglia di respirare forte.
In quel momento si è infilato un uomo fra le nostre parole, appoggiandosi accanto a lui senza creargli ombre. Gli ha chiesto come stava e lui sorridendo con l'occhio destro ha risposto: "agrodolce".
Sai nonna, ti volevo dire che forse hai ragione, l'amore è semplice.
Un angolo di luce gli tagliava il viso illuminandolo con una figura geometrica che prendeva l'occhio destro e parte del naso. Vi era un contrasto netto fra la parte che rifletteva e la parte che sprofondava, una dava e l'altra prendeva.
Tre ore prima non lo avrei fissato così. Tre ore prima avevo un silenzio fastidioso, aria calda ed umida nei polmoni che faceva venir voglia di respirare forte.
In quel momento si è infilato un uomo fra le nostre parole, appoggiandosi accanto a lui senza creargli ombre. Gli ha chiesto come stava e lui sorridendo con l'occhio destro ha risposto: "agrodolce".
Sai nonna, ti volevo dire che forse hai ragione, l'amore è semplice.
martedì 19 aprile 2016
L'irrealismo
Un uomo ottimista vede sempre il bicchiere mezzo pieno.
Una donna ottimista vede un uomo carino, single ed etero.
Una donna ottimista vede un uomo carino, single ed etero.
giovedì 14 aprile 2016
14 aprile 2014 alle ore 13:13 Firenze, Italia
C'è un problema di fondo nell'uomo che riesce così distintamente a scindere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Diffidate dalle persone che riescono a dire cosa è normale che avvenga nel mondo, perchè queste persone riescono a vedere solo attraverso i loro occhi e ciò che è soggettivo non si avvicina mai alla verità.
Il peggior peccato verso i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità. [G.B.Shaw]
Il peggior peccato verso i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità. [G.B.Shaw]
lunedì 4 aprile 2016
4 aprile 2014 alle ore 15:22 · Firenze, Italia
Quando fare una foto è prestare i propri occhi al mondo.
C'è qualcosa di più della bellezza di un'immagine, ci sono storie che vengono tramandate in un filo sottile fatto di tre sguardi, tre persone che per un attimo sono unite in un unico ed eterno momento di compassione.
Chiude gli occhi al mondo Anja Niedringhaus fotoreporter tedesca, uccisa oggi in un attentato in Afghanistan.
Veniamo privati della visione della vita attraverso una donna, muore un altro eroe invisibile della nostra società.
Anja Niedringhaus - Il Post
11 aprile 2001. Una donna tiene in braccio un neonato mentre è in fila per entrare in un nuovo negozio di burqa nella città vecchia di Kabul (AP Photo/Anja Niedringhaus)
C'è qualcosa di più della bellezza di un'immagine, ci sono storie che vengono tramandate in un filo sottile fatto di tre sguardi, tre persone che per un attimo sono unite in un unico ed eterno momento di compassione.
Chiude gli occhi al mondo Anja Niedringhaus fotoreporter tedesca, uccisa oggi in un attentato in Afghanistan.
Veniamo privati della visione della vita attraverso una donna, muore un altro eroe invisibile della nostra società.

11 aprile 2001. Una donna tiene in braccio un neonato mentre è in fila per entrare in un nuovo negozio di burqa nella città vecchia di Kabul (AP Photo/Anja Niedringhaus)
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