C’è una sola cosa che si scrive solo per se stessi, ed è la lista della spesa. Serve a ricordarti che cosa devi comperare, e quando hai comperato puoi distruggerla perché non serve a nessun altro. Ogni altra cosa che scrivi, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno.

Umberto Eco

mercoledì 30 gennaio 2008

Heathcliff Andrew Ledger

Perth, 4 aprile 1979 - New York, 22 gennaio 2008


Il necessario in sè per sè

Quel primo dicembre è esploso come una bomba cambiando la mia vita come può farlo ogni evento importante.
Di cose di cui avrei voluto scrivere ne son passate tante ma le parole son rimase intrappolate fra 1.000 altri pensieri e 100.000 azioni.
Treni presi all'improvviso, macchine azzurro-puffo che sfrecciavano in ogni dove. Ero sempre pronta a fuggire verso qualsiasi richiesta d'aiuto.
Io come al solito ne ho ricavato amore, quella linfa essenziale di cui mi nutro per vivere.
Questo è stato il dilemma principale di questi giorni.
Come vive la gente?!? Cosa gli serve per andare avanti?!?
Alle volte credo che tutto sia totalmente collassato su sè stesso in un gioco macabro di bisogni.
Per quanto mi riguarda sembra che ciò che serve a me per sopravvivere è "fare del bene" , che in realtà è "fare del bene a me", uno strano egoismo insegnatomi presumibilmente dalla Chiesa Cattolica. Se io faccio star bene qualcuno vivo della sua gioia riflessa. Eppure non sono assolutamente buona, se chi mi conosce bene provasse a descrivermi direbbe che sono superficialmente caramellata ma interiormente ripiena di fiele.
Eppure mi muovo in questa giungla con l'unico scopo di accumulare amore, lo prendo dagli uomini e dagli animali, dalle piante e dagli oggetti creati con cura.
Altri invece non hanno questa necessità, hanno bisogno di riempirsi d'altro: d'orgoglio, di stima o semplicemente di soldi. Sinceramente...rimango attonita e perplessa!
Probabilmente è per il fatto che io non mi amo abbastanza, se fossi nata senza una lira (perchè a quel tempo c'erano le lire) darei un valore diverso a tutto ciò che è materiale, ma non posso fare a meno di temere questa gente.
Giorni fa una discussione mi ha riportato alla mente come odiassi essere toccata, semplicemente sfiorata, sentivo come se in me entrasse dentro tutta la disperazione dell'altra persona, altre volte invece credevo di sentire quanto fosse viscido il mio interlocutore. Ciò mi portava a disprezzare veramente il genere umano, ero una creatura debole e priva di compassione. La mia paura era che gli altri volessero prendere da me qualcosa che mi era di fondamentale importanza.
Ora tutto è cambiato, penso che le persone abbiano bisogno di essere toccate, rassicurate e amate ma nonostante tutto rimane il timore verso coloro che non hanno i sentimenti come prioprità per sopravvivere.

sabato 1 dicembre 2007

Tatuato nel cuore

Il suo nome era Tiger, Virgola, Gnu Gnu, ma per me era semplicemente Amore.
Quel vezzeggiativo che ti apre il cuore, perché da lì viene e ribolle nel sangue, dolce e caldo come solo l'Amore sa fare.
Tutto in casa parla di lui, dalla finestra aperta, al lavandino con i piatti sporchi.
E' un po' ovunque, nelle sue cose accatastate in un angolo del garage e nel filo tirato della poltrona che mamma aveva fatto rivestire prima del suo avvento.
Certe volte sono proprio felice, quando me lo sento addosso come una malattia che m'ha contagiato nel sorriso e nell'anima aprendomela così tanto a questa vita.
Altre mi chiedo perché questo dolore così forte proprio a me che veramente gli davo così tanto...
Sembra ingiusto ma c'è un perché, perché deve esserci!
Mi tengo sulla pelle quello che mi resta di lui e ne vado orgogliosa come una sposa della sua fede.

lunedì 19 novembre 2007

L'odore del "se..."

Ieri, 18 novembre 2007, è nato un piccolo folletto.
Parcheggiato sul comodino aspettava l’avvio per una strana esistenza. La vita d’una creatura immobile e finta, dall’aria saccente e simpatica.
Aspettavamo la luna piena per dargli un nome, si doveva battezzare con tre gocce del proprio profumo, in pratica come con tutte le fate…

Poi un grido e pelo caldo fra le dita.
Non ci credi che ha smesso di respirare.
Non sai perché non l’hanno visto, eppure è più bianco che nero.
Cerchi il cuore oppure non lo cerchi più tanto sai già che non può più miagolare.

Pensi…il primo giorno che l’hai visto…piccolo batuffolo dispettoso, solo lui poteva buttarsi in piscina, ti chiedi se infondo sia mai stato un gatto!
Un bambino che usava le zampe come le mani, per spostare le cose e per mangiare.
Un po’ dittatore, nel volere e nel prendere anche l’affetto, troppo dolce per non essere umano.

Così esorcizzo il dolore.
Scrivo di qualcosa scomparso fra il grigio dell’asfalto e il freddo verde dell’erba.
Pomeriggio di un altro assurdo autunno che ti porta via un pezzetto di cuore.

…Tre gocce di lacrime e il suo nome è Golia!

Credo che si muoia davvero qualora la nostra storia non abbia più niente da insegnare e così si cade nell’oblio più totale.

Ho imparato che un attimo è veramente cosa breve, non avrei mai immaginato lo fosse così tanto.
Ho capito che la vita non è giusta con nessuno e che è una grande cosa l’amore.
Ho sentito che le lacrime sono calde e infinite quando si saluta anche un amico peloso benché con questo non si abbia condiviso gran parte della vita.
Ho scoperto che amo il viso del mio topo quando piange e ti saluta e mi guarda con quell’aria assurda d’un bambino ferito.

So con certezza che non ti dimenticheremo mai piccolo essere dispettoso!
Un estate di gioia e di carezze, fra la paura di perderti e la gioia di ritrovarti.
Spero che tu senta quanto sei stato amato, anche se in pratica ne ho la certezza.
Un qualcosa che sento così tanto da non dover neanche cercare la forza per sperare di crederci.
Lo so con la stessa sicurezza del respiro che m’accompagna.

Salutami la Viky e la Micia se le vedi.
Alla Micia non toccare la coda perché non è come Virgola, lei è veramente dispettosa.
La Viky mi sa che l’hai vista accanto a me…m’ha amato come pochi e me la sento ancora intorno. A lei puoi fare ciò che vuoi, è così buona che non ha eguali!

sabato 27 ottobre 2007

Cosa rimane della fine di una festa...

Mi chiedo quand'è che mi sono persa...
Eppure prima ero diversa, in quel mio odiare la vita la vivevo succhiandone avida ogni notte.
Ora mi ritrovo qualcosa che sa di rassegnazione, venduto per un sogno d'un futuro e non mi ritrovo.
Non sono nelle scelte che prendo, non ho la voglia di buttarmi e rischiare per paura di distruggere questa lieve e fragile felicità.
Mi sento così lontanamente me che fa un male terrificante.
Niente feste dove sbattere la testa e ritrovarsi con degli sconosciuti in angoli spersi del mondo.
Niente pellegrinaggi di locale in locale, finiti disastrosamente in una patata lessa con maionese nella cucina di un'amica che sorridendo dice"che schifo di serata!".
Niente coccole gratuite così giusto per il gusto che sei te e non qualcun'altro, perchè qualcuno ti rivede dopo tanto tempo, perchè ti deve consolare da una brutta caduta o perchè ci condividi il disprezzo per la vita e in questo due anime affrante si devon dare conforto.
Ma ogni ricordo nel caos della gente è brevemente legato ad un ragazzo, qualcuno che per un momento m'ha amato in silenzio e io ne ho goduto, da merda, non ricambiando, ma succhiando nel profondo questo breve corteggiamento.
Ma mi manca essere acclamata a gioia da una folla di gente ed avere l'amica con cui concludere la serata, magari stanche ed ubriache, abbracciate a guardare l'alba come se domani potessimo morire e non ce ne importasse niente.
Ora io per amore allontano probabili carezze, lame per chi mi ama, allontano amici che mi accompagnavano in questa allegra caduta e certe feste in cui so che qualcuno potrebbe trovarmi e rinfacciarmi di non avergli dato quanto avrei dovuto.
Non ho più quella forza che avevo un tempo, ora tutto mi ferisce e ho paura di morire!

giovedì 18 ottobre 2007

ed è solo pensiero...


Pioggia di stelle in una scatola di carta!
Ancora ne sono piena fino ad uscirne in lacrime.
Cosa può accadere di più bello nella vita d'esser amati?!?
La gioia d'una sorpresa quando non te l'aspettavi e quel sapore di noi in boccetta rosa.
Non so cosa ci sia di più bello d'una persona che ti conosce e ti vuol bene per ciò che sei, indipendentemente da quanto gli dai, in sostanza solo perché esisti.
Così oggi son piena di stelle per la vita e vorrei che il mondo esplodesse della mia luce...della tua luce, che abbaglia e acceca chi non è pronto per guardarti, ma così potente che nessuno può ignorarti.
Buona vita mia piccola rosa nera!
GRAZIE!

martedì 16 ottobre 2007

a ognuno il suo miglio verde

Paul: John…Devo chiederti una cosa molto importante ora.

John: So cosa mi vuoi chiedere, non c’è bisogno di dirlo.

Paul: No devo farlo, devo, devo chiedertelo. John… Dimmi cosa posso fare per te! Vuoi che ti lasci uscire di qui? Eh? Che ti lasci scappare?!? Vedi fin dove puoi arrivare?

John: Perché faresti una cosa tanto stupida?

Paul: Quando sarò al cospetto di Dio Padre, il giorno in cui mi giudicherà e mi chiederà perché mai io ho.. ho ucciso uno dei suoi veri miracoli viventi che cosa gli potrò rispondere? Che era il mio mestiere?…Il mio mestiere…

John: Tu devi dire a Dio Padre che hai fatto una gentilezza.
Lo so che soffri e ti preoccupi, te lo sento addosso, ma adesso però la devi smettere.
Io voglio farla finita una volta per tutte, davvero!
Sono stanco capo.
Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia.
Stanco di non poter aver mai un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché.
Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno ad altri uomini.
Sono stanco di tutto il dolore che io sento e ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me, è come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre, continuamente.
Lo capisci questo?

Paul: Si John, credo di sì!


Decidiamo di dire basta al mondo per il dolore, imprechiamo, preghiamo, imploriamo un "basta!".
Ci voltiamo verso il demonio e chiediamo un'alleanza.
Ci spostiamo verso dio e chiediamo "perchè a me?".
Poi quando nessuno risponde guardiamo dentro di noi e cerchiamo una risposta per arrivare ad una fine e sembra che il dolore sia troppo per sopravvivere perchè mangia dentro qualsiasi cosa e puoi ignorarlo, sopportarlo o soffocarlo ma rimarrà lì finchè non ottieni ciò che vuoi.
Poi trovi quell'amico che ti dice dove stai andando e perchè e tutto finisce.
La corazza si racchiude e niente entra e niente esce...
Alla fine sì, era quello che volevo, io ora ho ottenuto il mio paradiso, a 25 anni ho tutto.
Non so da quale parte mi abbiano ascoltata e alle volte mi capita di fermarmi a chieder quale sarà la pena per tutto questo, perchè certe creature non dovrebbero smettere di soffrire, perchè non c'è logica in quello che ho avuto e in ciò che ho ottenuto.
Alle volte mi chiedo se era tutto solo nella mia testa e sa da sola sono guarita da una latente pazia, eppure quanto egoismo mi sento addosso nel non voler neanche guardare fuori dalla mia finestra!

giovedì 11 ottobre 2007

Amicizia contaminata

Qualche anno fa mi sarebbe crollato il mondo addosso...
Sinceramente non ricordo un periodo in cui io non abbia avuto il carattere che ho ora.
Non ricordo quanto e quale peso davo ad un commento o ad uno sguardo.
Non ricordo quanto volevo uniformarmi.
Non ricordo quanto mi sentissi inadeguata.
Eppure sono sicura che un tempo io non ero così e un po' mi fa paura essermene dimenticata.
Qualche anno fa aver dato tanto ad una persona ed esserne tradita in quell'angolino di cuore che le avevo dato probabilmente si sarebbe rotto qualcosa e mi avrebbe fatto molto più male di adesso.
Alla fine le persone da cui ti lasci circondare sono un po' la tua forza e la tua vita.
Credi di trovare persone a cui vale la pena dedicare tempo e pensieri e tutto viene diviso in tante parti possibilmente uguali tante quante sono quelle persone.
Certe volte perchè dedichi troppo tempo a qualcuno qualcun'altro si sente escluso fino a sparire lentamente. Ci si accolla problemi trppo grandi per piccole menti pensando che la vita non può essere vissuta in preda a certi tormenti, ma poi quando il tormento ce l'hai tu la persona sparita scopri che era proprio quella che ti serviva.
Perdiamo qualcosa lungo la strada, questo è sicuro, è tanto brutto perder se stessi quanto brutto perdere gli altri eppure un giorno non ci ricodreremo neanche più d'aver sofferto.
Fino ad ora ho perso solo due persone che ritenevo importanti. Difficile da spiegare come cosa, perchè è più una sconfitta che un effetto.
In realtà sono strane le cause, se non chè ti sei accollata un ruolo che non puoi supportare.
Sono solo due persone in mezzo ad un mare. Il mio demone mi chiede "perchè sei legata a due fallimenti quando le conquiste son così tante?!?"
E sinceramente ancora non so rispondere.
Probabilmente ho paura di perdere così ancora qualcuno, del quale però, veramente, non potrei fare a meno.
Ho paura d'esser ferita un giorno in quel piccolo punto in cui mi ritrovo mortale e a quel punto niente e nessuno potrebbe far rimarginare il taglio e allora forse m'attenderebbe solo la morte...
Non riesco ad immaginare come fanno a vivere coloro che più di due volte hanno dovuto scontrarsi con questo dolore, perdere questa piccola parte d'amore ed avere la forza di continuare ad affidarsi agli altri.
Io devo solo ringraziare il cielo d'avermi fatto un po' innamorare di tante persone che proprio si meritavano d'essere amate, fa capire che forse vale la pena rischiare di soffrire.

mercoledì 3 ottobre 2007

Scovare il covo delle streghe

Halloween!
Come festeggiare il 31 ottobre...
Non è una festa come tutte le altre. E' un giorno in cui l'energia circola in una maniera veramente speciale e qualcosa si deve proprio fare. Una strana voglia di ballare... Non so perchè ma questo è un giorno in cui gli occhi mi brillano, quasi come se fosse assieme il mio compleanno e Natale, ma porta in sè una gioia più speciale. Ho proprio voglia di ridere, non pensare e travestirmi come un personaggio di una fiaba!
Alla fine parliamo di Samhain, anche se conosciuta con nomi come Vigilia di Novembre, Ognissanti, Halloween, Festa delle Anime, Festa dei Morti, Festa delle mele, sempre un Sabbat rimane.
Per le streghe Samhain segna la morte simbolica del Dio Sole, ed il Suo passaggio nella “terra della giovinezza,” dove Egli attende la rinascita dalla Dea Madre a Yule (circa il 21 dicembre).
Una volta indicava il tempo del sacrificio. In alcuni luoghi era il momento in cui gli animali venivano macellati per assicurasi il cibo per tutta la durata dell’inverno. Il Dio (identificato con gli animali) cadeva per assicurare la continuazione della nostra esistenza. Samhain è un momento di riflessione, per guardarsi indietro nell’anno trascorso, per venire a patti con l’unico fenomeno della vita sul quale non abbiamo controllo, la morte. In questa notte la separazione tra la realtà fisica e quella spirituale è sottile.
E adesso ad ognuno la decisione di come festeggiare...
Io probabilmente prenderò il mio cappello da strega (Silvia ti adoro!) e andrò a Borgo a Mozzano (Silvia ti adoro!).

martedì 2 ottobre 2007

Esistono le fate...

Oggi volevo intrappolare nella mia rete una persona proprio speciale... Ci lega un rapporto particolare, un sentimento d'amore come fra madre e figlia, o come fra sorelle, anche come fra amiche ma più che altro è quasi come amare se stessi. Ci siamo viste crescere in un mondo del tutto diverso, come se fossimo creature provenienti dallo stesso pianeta e capitate in questo per caso! Lontane chilomentri parallelamente si sviluppavano le nostre vite. Non ci sono mai state grandi telefonate o molte lettere, funzionava così: quando c'incontravamo diventavamo inseparabili! Una volta le avevo scritto una cosa speciale che non le ho mai fatto leggere. Oramai saranno passati almeno 5 anni e oggi ho deciso d'affidare questo messaggio al mare... chi sa se prima o poi...

Oggi vorrei ringraziarti.
Solo ringraziarti d’esistere in questo mondo.
So quanto ti ha fatto male e forse so anche che il nostro amore ci ha salvate, perché io qui, senza di te, non ci stavo.
So che solo tu sai cosa siamo noi e solo noi sappiamo.
Ti guardo come madre orgogliosa, mi lascio cullare come la più indifesa delle creatura e grazie per non avermi giudicata, d'avermi comunque sempre amata e capita, così nel profondo che io ti ringrazio perché più simile a me dell’intero universo conosciuto sei accanto a me un pugno di stelle e ti giuro che la vita è molto meno buia e io molto meno sola.
Per noi ancora c’è tutta un’eternità, ci confronteremo, ci scontreremo, ci conforteremo e nessuno ci capirà mai quando e quanto amiamo, ma io so che cosa sei e tu sai che cosa sento e tutti gli altri possono pensare che la nostra vita è sbagliata tanto nessuno sa cosa vuol dire viverla. Non sa cosa vuol dire viverla attraverso due occhi curiosi che brillano nei giorni di pioggia come in quelli di sole. Possono essere invidiosi, possono volerli per una vita o per una notte, possono temerli perché sanno quanto scavano e cosa prendono. Io so di amare i tuoi occhi, perché quando ci guardiamo e ci capiamo vedo solo colori e bellezza e so che tu mai ti sei riflessa nei miei come su di uno specchio sporco. Forse quando smetteranno di volerci capire sapranno che non siamo altro che qualcosa che ha assaggiato fili d’erba nuovi e pomodori appena colti mentre in cima ad un albero sputavamo a terra per osservarci mentre precipitavamo dentro una goccia d’acqua. Allora sì amica mia che avremo cambiato il mondo ed ognuno ballerà quelle note nascoste che sembra sentiamo in pochi, fermerà la macchina per permettere ad una chiocciola d’attraversare la strada, sorriderà a tutti quelli che incontrano ogni mattina l’alba della tua bocca e nessuno si sentirà più solo e nessuno ci lascerà più come tu non mi hai lasciata ed io…oggi vorrei ringraziarti.